mercoledì 30 aprile 2014

La temperatura è importante: mai bere birre ghiacciate!

Ormai siamo in piena Primavera e le temperature si stanno gradualmente alzando. Le giornate di sole si moltiplicano e una bella birra fresca ci sta sempre meglio.
Non a caso ho utilizzato l'aggettivo "fresca".
Con l'avvento dell'estate, sempre più spesso c'è chi si avvicinerà al bancone dei bar chiedendo una bella birra "ghiacciata". Non importa che sia una Pils, una Tripel, una Porter o un Lambic...ciò che conta è che sia "la più fredda che hai".
L'idea che la birra sia una bevanda prettamente estiva da bere congelata è un clichè veramente duro a morire.
Il consumatore medio è abituato da tutta la vita a bere birre congelate, sia fuori casa che fra le mura domestiche. L'immagine più comune che mi viene in mente è: divano + tv + pizza + birra industriale ghiacciata. Chi non l'ha fatto almeno una volta nella vita? :D



E' necessario però fare delle distinzioni. Non tutte le birre sono uguali e, di conseguenza, non tutte le birre vanno bevute alla stessa temperatura, a maggior ragione se quella temperatura è tipica del polo nord! ...>>>

domenica 9 marzo 2014

Spillatura delle birre: un'arte incompresa!

La spillatura è un processo mediante il quale la birra viene trasportata dal fusto al bicchiere. In base allo stile birrario e alle caratteristiche della specifica birra, durante la spillatura si può formare o meno uno strato di schiuma che può avere caratteristiche molto differenti (colore, sapore, finezza, spessore, compattezza, aderenza, persistenza...).
Esistono diversi tipi di spillature e diverse tecniche per spillare una birra...

TIPI DI SPILLATURA

Birra a "caduta": in epoca vittoriana la birra era contenuta in grandi botti di legno situate dietro al bancone e veniva servita tramite un rubinetto che sfruttava la gravità. Oggi questa modalità di spillatura viene adoperata poco e solo in rare occasioni ed eventi, come ad esempio alcuni festival della birra.

Birra a "pompa": per permettere la conservazione dei barili in cantine fresche, fu inventata una macchina provvista di pompa a pistone cilindrico con delle valvole che evitavano il riflusso della bevanda. Attraverso l'azione manuale, il publican azionava la pompa e la birra veniva risucchiata dal fusto e portata al rubinetto. E'una modalità storicamente anglosassone, oggi largamente utilizzata nei pub specializzati in birre inglesi e artigianali di molte parti del mondo...>>>


venerdì 21 febbraio 2014

Parliamo un po' di luppolo...

Chi scoprì le qualità del luppolo e lo inserì ufficialmente tra gli ingredienti della birra?

"Hildegard von Bingen (1098-1179), badessa del monastero femminile benedettino di San Rupertsberg, diede un grande contributo alle scienze naturali, scrivendo due trattati enciclopedici che raccoglievano tutto il sapere botanico del suo tempo.
Nel primo dei due trattati, Physica, nel Libro I, capitolo 61 intitolato "De Hoppo", Ildegarda parla del luppolo e, descrivendo la pianta, ne parla come di una pianta che non apporta molti benefici all'uomo, perché ne fa crescere la malinconia e rende la sua anima triste, appesantendone anche i suoi organi interni. In virtù, però, della sua capacità amaricante, il luppolo dimostra di avere il potere di preservare alcune bevande (nel testo originale si trova il termine latino in potibus) dal rischio della putrefazioni (putredines prohibet in amaritudine sua) e ne consiglia quindi l’uso solo in quest'ottica. In un capitolo successivo, la monaca naturalista tedesca parla anche di un possibile “succedaneo” del luppolo, il frassino, le cui foglie consiglia di usare in abbondanza a tutti coloro che volessero fare della birra con avena ma senza luppolo. Ildegarda sarebbe stata quindi la prima a mettere per iscritto alcune delle peculiari caratteristiche del luppolo, pianta già coltivata dalla metà del IX secolo nella zona di Hallertau, in Baviera." [inbirrerya.com]  >>>


lunedì 13 gennaio 2014

REGOLA N°1: la birra "doppio malto" non esiste.


Un tizio entra in un pub e chiede:

1) una birra "doppio malto"!
2) una birra "triplo malto"!
3) una "single malt"!

...e il publican dietro al bancone lo vorrebbe uccidere...

Fine.



Questo non è un quiz e neanche una barzelletta; è la realtà quotidiana che si trovano ad affrontare le birrerie italiane. La stragrande maggioranza degli appassionati sa di cosa sto parlando, perché sa benissimo che quelle fantomatiche tipologie di birra non esistono.

IL PROBLEMA E' CHE IL 99% DEI CONSUMATORI NON LO SA, ed è anche convinto che a quei nomi corrispondano delle caratteristiche ben definite.

Tutto nasce dalla diffusione del termine "doppio malto": questa fantomatica birra è considerata più alcolica della media, più corposa, più densa e strutturata. C'è chi addirittura la considera (a priori) più amara o più dolce delle altre o, ancora, esclusivamente bionda o esclusivamente rossa. L'opinione varia a seconda delle esperienze gustative di ognuno, ovviamente. 
Il consumatore medio crede che la "doppio malto" sia una birra 'particolare', 'diversa', 'speciale', ma soprattutto è convinto che venga fatta con il doppio del malto rispetto alle altre; altri invece credono che sia fatta con due tipi di malti diversi. 
Che dire... un gran bel minestrone!
Da questi concetti errati nascono anche altri mostri come la "single malt" e la "triplo malto". 
La prima verrebbe fatta con 1 solo malto, mentre la seconda sarebbe prodotta con 3 tipi di malto o con il triplo del malto rispetto a una birra 'normale'. Questo la renderebbe una "super" birra, "super" alcolica e "super" corposa. 

NULLA DI PIU' SBAGLIATO.

DIMENTICATE TUTTO!!! ...>>>


sabato 14 dicembre 2013

Pub/Birrerie dell'Hinterland Ovest di Milano

In questo post voglio parlare dei pub della mia zona: i pub del "Magentino" o dell'hinterland ovest milanese - che dir si voglia -, cioè di quella zona che va da Abbiategrasso fino alle porte di Busto Arsizio.
Voglio parlare di tutti quei pub che non essendo presenti in una grande città come Milano o Roma rimangono sempre un po' nascosti nelle nebbie della pianura padana, ma di cui gli appassionati hanno sentito parlare almeno qualche volta (o magari mai lol).
Da dove cominciare? Direi di andare in ordine alfabetico per non favorire nessuno.




Birreria Il Porco - via Giovanni Pascoli 89, Corbetta (MI)
http://www.ilporco.com/home.php
https://it-it.facebook.com/birreriailporco
Forse si tratta del più famoso pub tra quelli che citerò. Ormai da diversi anni Il Porco è diventato un punto di riferimento per bere buona birra artigianale italiana. La svolta è avvenuta da quando la gestione è passata in mano ad Alessandro Martinetto. Qui ha lavorato anche Filippo Garavaglia che da qualche mese ha aperto il suo BBB a Milano.
L'ambiente è molto rustico dato che la birreria nasce in una vecchia corte in mezzo alla campagna. Il pub è composto da una parte esterna ed una interna. In quella esterna ci sono tavolate per gruppi (ottimo in estate) ed è qui che viene organizzato il loro evento annuale più importante: il PorktoberFest. Durante questa manifestazione, che si tiene in uno dei weekend dell'Oktoberfest tedesco, vengono invitati diversi birrifici con i loro stand e le loro birre, cibo a volontà e musica live. Come succede anche in altre manifestazioni birrarie, il tutto funziona a gettoni e alla fine potete tenervi il bicchiere in vetro serigrafato. Bel souvenir.
Oltre alla parte esterna ci sono anche 3 piani all'interno: al primo si trova il bancone con posto a sedere limitato a 5-6 sgabelli. Se volete bere e chiacchierare col "Marti" o provare qualche suo piatto al peperoncino, è il posto adatto. N.B: Attenzione perché ha una vera e propria mania e ci va giù pesante...>>>

giovedì 7 novembre 2013

Inaugurazione del Lambiczoon a Milano


Dopo che negli ultimi mesi si sono susseguite molte aperture (vedi BBB, Baladin Milano, Mi&Ti, Piccolo Birrificio Brioschi, Il BeerPub, BQ De Nòtt, Bonaventura ecc.) ieri sera c'è stata un'altra inaugurazione che ha dato una bella scossa alla scena artigianale milanese.




Si tratta del Lambiczoon, una birreria artigianale specializzata soprattutto in birre acide (novità quasi assoluta a Milano) e hamburger d'alta qualità. La birreria, che si trova in via Friuli 46, è dotata di un impianto composto da 12 vie (9 spine e 3 pompe) e nasce dall'idea di due fra i migliori publican che abbiamo in Italia: Antonio “Nino” Maiorano e Alessandro “Alle” Belli
Nino è il padrone dello Sherwood Pub di Nicorvo (Pavia), mentre Alle dell’Arrogant Pub di Reggio Emilia. Entrambi i locali fanno certamente parte - con merito - di quella ristretta cerchia che vede al proprio interno i migliori pub indipendenti italiani di birra artigianale. Vedendo il valore dei personaggi e dei loro locali, anche il Lambiczoon potrebbe diventare un punto di riferimento del panorama artigianale milanese e italiano...>>>


domenica 15 settembre 2013

United Indipubs & Zwanze Day 2013

BERGHEM UNITED INDIPUBS 2013


Prendo ispirazione dal un intervento fatto sul forum di MOBI, che spiega molto bene cosa sia Berghem United Indi Pubs... "Un nome lungo, per una cosa semplicissima: una festa di 3 pub della provincia di Bergamo che, tutti insieme, presentano le birre che li contraddistinguono, il proprio modo di servirle e presentarle. Resta da spiegare a cosa si riferisce la parola "Indi": i pub in questione sono "indipendenti", nel senso che l'impianto di spillatura è di loro proprietà, cosa che gli permette di scegliersi le birre seguendo il proprio il gusto e le proprie conoscenze, anziché sottostare alla volontà e agli interessi di chi noleggia gli impianti. I Pub che prendono parte a questa manifestazione sono: la Locanda del Monaco Felice (Suisio) di Clauio Capelli, l'Ein Mass (Torre de' Roveri) di Andrea Ambrosini e The Dome (Nembro) di Michele Galati. Che io sappia, poi, c'è un quarto locale che negli anni passati ha fatto parte della cricca, cioè il Clock Tower (Treviglio) di Antonio Terzi. Tutti questi pub rispecchiano il modello delle Free Houses britanniche, il quale ha permesso, in Gran Bretagna, di far recuperare quote di mercato alle birre tradizionali e di qualità. In Italia la situazione è molto diversa da quella inglese, mancando una tradizione brassicola centenaria ma, a fronte di oltre 400 microbirrifici che hanno aperto negli ultimi anni, la possibilità di allargare il mercato delle birre artigianali passa comunque attraverso i pub, principale punto di incrocio tra i produttori e i consumatori di birre. 


La figura del publican è fondamentale non solo per accendere la passione nei clienti, ma anche per dare una prima formazione tanto da rendere il cliente un consumatore consapevole, che privilegi la qualità alla quantità, e che sappia, anche fuori dal pub, scegliersi una birra che sia di suo gusto. 

In quest'ottica si svolse il primo United Indi Pubs a Vezzano sul Crostolo a fine aprile 2011. Si tratta di una sfida lanciata con grande passione, con la convinzione che il tema centrale nella diffusione culturale del prodotto siano il contatto umano, il confronto di idee, l’unione d’intenti, caratteristiche lontane dalle sterili logiche imposte dal mercato." I publican partecipano ognuno con un banco spine allestito nel proprio locale e caratterizzato secondo il proprio gusto, presentando una linea di birre che tradizionalmente si trova nei loro locali e qualche chicca o rarità in occasione della festa...>>>